UN BUON PADRE
NOCCIOLINE - RIFLESSIONI UN TANTO AL CHILO
Chissà se tutti i padri pensano di essere dei buoni padri? Se fanno paralleli e confronti con quello che hanno o hanno avuto e, onestamente, possono dire sì, io sono meglio. O se si guardano attorno, occhieggiando altri padri, veri o letterari e fanno dei confronti, come se si guadassero allo specchio. Sono amorevole come Jean Veljean? Severo come mastro Misciu? Assente come il signor Pascoli; sagace come Atticus Finch? Insicuro e iperprotettivo come Garp? Forse già porsi domande del genere è segno di essere un genitore adeguato al ruolo, perché io credo che un uomo con questa responsabilità -scelta o trovata per via- debba avere un sacco di dubbi su come vada caricato sulle spalle il ruolo. Che non è facile per niente, sia chiaro. Anzi -direi alla luce della mia annosa pluri-esperienza- è gravosissimo e pieno di tormenti, anche quando le cose vanno bene e tutti quelli che ti stanno intorno e si relazionano con te “padre” ti danno una mano… A conti fatti, sono stato fortunato a trovare persone disponibili ad aiutarmi nel fare il genitore dell’essere umano che avevamo messo al mondo insieme. Non è così scontato, e qualcuno, infatti, usa questa circostanza per giustificare le proprie mancanze. Ma, di certo, un bel contributo me l’hanno dato gli Dei, il Destino, il Caso, che sono le tre forze che guidano tutta la nostra vita. Essere un brav’uomo ed essere un buon padre non è la stessa cosa. Non voglio fare riferimento, di nuovo, a figure letterarie e cinematografiche di padri in contraddizione col proprio percorso di uomini, perché c’è la realtà a mettermi sotto gli occhi questo dato di fatto. E non voglio neanche scomodare la politica o la cronaca per verificare se persone universalmente criticate, detestate o, al contrario, amate e additate come modelli di virtù, abbiano corrisposto alla loro fama pubblica anche in privato: pessimo Presidente ma ottimo padre? Padre amorevole ma malfattore? Oggi è la Festa del papà. Di quelli sud-europei, almeno, perché nei paesi anglosassoni i padri vengono festeggiati la terza domenica di giugno; in Russia, il 23 febbraio; in Francia, Germania e Giappone, quaranta giorni dopo Pasqua. Cambia la data, ma la domanda dovrebbe restare sospesa nell’aria, per tutti: sono un buon padre? Sono stato un buon padre? Le persone che ho affidato al mondo sono diventate quelle che sono grazie a me o per colpa mia?


Buona festa del Papà!
Happy Father’s Day to you!